Trattativa FCA-Renault
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Fusione FCA-Renault, la Francia va incontro a Nissan

Trattativa FCA-Renault – Un passo indietro, per il bene comune. L’intransigenza della Francia si è già sgonfiata e i transalpini sono pronti a rinunciare a qualcosa pur di realizzare la fusione tra FCA e Renault.

Lo sappiamo, la più grande difficoltà nelle contrattazioni è il ruolo di Nissan, casa nipponica legata a doppio filo alla Renault. Sono stati proprio i giapponesi, avanzando richieste giudicate inaccettabili, a far saltare momentaneamente l’affare.

Bruno Le Maire, ministro dell’economia francese, è tornato a commentare la situazione ai microfoni di France-Presse:
“Possiamo ridurre la partecipazione dello Stato nel capitale della Renault. Non è un problema scendere a compromessi se, alla fine del processo, avremo un settore automobilistico più solido e un’Alleanza più solida tra i due produttori Nissan e Renault” ha spiegato l’esponente del governo.

Trattativa FCA-Renault – La situazione

Al pari di Nissan, nel fallimento dell’affare ha giocato un ruolo di primo piano anche lo stesso Stato francese, che aveva preteso diversi privilegi all’interno dell’operazione. John Elkann, numero uno di Fiat Chrysler Automobiles, aveva proposto a Renault di localizzare l’eventuale sede della nuova azienda in Olanda; niente da fare per la Francia, per cui non poteva che essere Parigi il centro delle attività.

“La priorità della Francia è consolidare l’Alleanza tra la Renault e la Nissan prima di pensare all’avvicinamento con un altro costruttore. Rimettere in ordine le cose significa prima il consolidamento dell’Alleanza, e poi il il confronto con altri partner, e non uno prima dell’altro, perché altrimenti si rischia che crolli tutto come un castello di carte” ha continuato il ministro.

“Siamo aperti a tutte le possibilità, a condizione che tutti i partner siano d’accordo. Su questioni che riguardano centinaia di migliaia di posti di lavoro, dobbiamo però prendere il tempo necessari: non agiremo in fretta. Allontaneremo qualsiasi eventualità di operazioni avviate in modo approssimativo e frettoloso”.

 

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