Ford-Mahindra
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Ford, accordo con Mahindra per il mercato indiano?

Ford-Mahindra, siamo davanti ad una nuova alleanza nel mercato globale? La casa americana ha già avvicinato la controparte, a cui è stata proposta una collaborazione che permetterebbe a Ford di uscire parzialmente dal market indiano, realtà dalla quale si sono già allontanati in molti.

Ford-Mahindra, cosa c’è dietro questo binomio?

Molti investimenti, pochi risultati. Si può riassumere così l’esperienza di tanti marchi automobilistici all’interno della tigre asiatica. I sacrifici economici non hanno portato i frutti sperati e adesso è tempo di una marcia indietro, subordinandosi a chi sul mercato indiano sa invece come muoversi.

E’ una tattica già adottata da General Motors, d’altronde. Alla fine del 2017, GM ha deciso di ritirarsi in maniera definitiva dal paese. Ford è pronta a seguire a ruota, dopo che gli oltre 2 miliardi di dollari anticipati sono valsi soltanto il 3% della domanda nazionale. 

Entro il 2023, è previsto che il mercato automobilistico indiano diventi il più importante al mondo. Ciò non significa nulla però per Ford o qualsiasi altro marchio “lontano” dalla realtà orientale. Le case asiatiche, infatti, godono di una serie di agevolazioni e concessioni che permettono loro di essere presenti con maggior imponenza e ritagliarsi lo spazio più importante all’interno della richiesta di pubblico. Basta un singolo esempio per rendersi conto del confronto impietoso: lo scorso anno, Ford ha piazzato in India 93mila nuovi veicoli; Maruti Suzuki oltre 1,7 milioni. Più del 50% della quota totale, per farsi un’idea.

Ford-Mahindra, qual è il piano?

Gli statunitensi sono pronti a creare una joint venture di cui controlleranno eventualmente il 49%. Il restante 51% andrà alla Mahindra, che avrà dunque il comando prioritario delle azioni.

Non è la prima volta che Ford deve rivedere i propri piani nell’espansione all’estero: già in Sud America era successa una cosa del genere, così come in Europa dopo la chiusura della fabbriche in Francia e Germania. In questo momento, dopo i recenti fallimenti, l’obiettivo dell’azienda è quello di risparmiare 11 miliardi di dollari in vista delle mosse future.

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