Nuove regole emissioni Europa
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Europa, tutto deciso sulle nuove norme contro il CO2

Nuove regole emissioni Europa – Il dado è tratto. Le nuove regole sul quantitativo massimo di biossido di carbonio scaricabile per auto e furgoni sono state finalizzate. Il lungo iter della proposta è finalmente arrivato a compimento, con il Consiglio Europeo che ha dato via libera al termine di una trafila che aveva rimbalzato la proposta tra Commissione e Parlamento dal 2017 ad oggi.

Ma cosa prevedono le nuove norme? Innanzitutto, l’obiettivo di ridurre le emissioni nel decennio 2020-2030 del 37,5% per le auto e del 31% per i furgoni. Entro il 2025, si punta a far scendere la percentuale del 15%. Un traguardo intermedio, non definitivo. Soglia più bassa del 50% della quota totale, ma si sa che la parte più difficile è quella iniziale.

Nuove regole emissioni Europa – Le prime dichiarazioni

Il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha così commentato la situazione.“Oggi è una giornata importante nel percorso, in cui Italia ed Europa si sono impegnati con convinzione. L’Unione Europea ha detto di sì alle nuove norme sulle emissioni di biossido di carbonio per le auto ed i veicoli commerciali leggeri. Siamo soddisfatti del contributo che ha dato l’Italia, che ha voluto impegnarsi fortemente affinché venissero messi su carta gli obiettivi più ambiziosi. Contenti di questo passo avanti”.

Alla base di tutto c’è l’intenzione –con la nuova politica sul clima e l’energia- di ridurre l’impatto delle case automobilistiche e di renderle una risorsa che possa dare il proprio contributo attivo nella lotta all’inquinamento. Inoltre, al calo della richiesta di combustibile fossile, l’Unione Europea guadagnerebbe tantissimo in approvvigionamento energetico, riducendo la dipendenza dei paesi membri dagli stati stranieri che vendono loro queste risorse.

Non c’è più tempo per tergiversare, anche perché in caso di passi falsi i marchi incorrerebbero in multe salatissime, stimate addirittura in miliardi di euro. Ecco il motivo per cui il Gruppo FCA, ad esempio, ha chiesto a Tesla l’acquisto di parte dei suoi crediti: annoverare le vetture elettriche all’interno del proprio “roster”, permetterebbe a FIAT di scansare i drastici provvedimenti decretati dalla nuova normativa.

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